10 idee per convivere con il lavoro che cambia

10/10/2017 - Aula Magna Cavallerizza Reale

Incontro sul futuro del lavoro nella Rivoluzione 4.0 e presentazione del libro 10 idee per convivere con il lavoro che cambia, con Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Adecco Group, IAAD, La Scuola Possibile.

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Moderatore: Beniamino Pagliaro – Giornalista de La Stampa

  • Andrea Malacrida – Amministratore Delegato di The Adecco Group
  • Mauro Magatti – Docente Sociologia presso Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
  • Andrea Salvatori – Labour Economist Ocse
  • Laura Milani – Direttore e Fondatore La Scuola Possibile/Direttore IAAD
  • Massimiliano Tarantino – Segretario Generale Fondazione Giangiacomo Feltrinelli

Le difficoltà lavorative generate dalla Rivoluzione 4.0 sono state oggetto di 10 idee per convivere con il lavoro che cambia, incontro che ha visto confrontarsi IAAD, La Scuola Possibile, The Adecco Group, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e OCSE sulle prospettive occupazionali del presente e del prossimo futuro.

L’introduzione del rettore Ajani (Università di Torino) e di Laura Milani (IAAD, La Scuola Possibile, Museo del Cinema) hanno evidenziato i limiti dell’Università in quanto struttura troppo rigida e verticalizzata che necessita di un abbattimento delle barriere disciplinari per consentire agli studenti di fare più esperienze e possedere un bagaglio di conoscenza adatto alle esigenze del mondo del lavoro. Gli elevati tassi di disoccupazione mettono in luce il più che noto mismatch tra domanda e offerta di professionalità, che dimostra l’incapacità dell’Università italiana di creare competenze adeguate alle richieste del mercato del lavoro.

Un altro tema trattato è stata la formazione. Un rapporto dell’OECD mostra la tendenza alla polarizzazione del mercato del lavoro: sta avvenendo una riduzione dei lavori con qualifiche intermedie, mentre aumentano i lavori con competenze elevate e con competenze basse. Altro dato interessante emerso dall’incontro è che non si sta assistendo ad una automatizzazione dei lavori, ma ad una automatizzazione delle mansioni: non saranno perciò intere professioni a vedere l’essere umano sostituito dai robot, ma solamente alcune mansioni. Il rischio pertanto non è la disoccupazione tecnologica – cioè dovuta alla sostituzione – ma la disuguaglianza tecnologica – cioè il fatto che alcuni lavoratori non sapranno lavorare con i robot mentre altri sì.

L’incontro è stato un ricco confronto tra temi forti che spesso tendono a fuorviare l’opinione comune: i relatori si sono soffermati in modo particolare sulle potenzialità offerte dalla tecnologia e sulle possibilità occupazionali che questa offre ai giovani.


Testo di Valeria Collino

Foto di Andrea Liuzzo

Video di Andrea Liuzzo