Apprendere con il Design: creativi si nasce o si diventa?

12/10/2017 - Cinedumedia, Palazzo Nuovo

Workshop sul ruolo della creatività nell'educazione: come il design thinking può trovare applicazione nei processi educativi e come non ci possano essere competenze senza conoscenza e creatività.

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Relatori

  • Alberto Parola - Presidente di Cinedumedia (Centro Interdipartimentale di Ricerca per il Cinema, l'Educazione e i Media)
  • Sara Nosari - Docente di Pedagogia del Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione
  • Roberto Trinchero - Docente di Pedagogia del Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione

Creatività, educazione, competenze e design thinking: queste le tematiche principali affrontate durante il workshop, al fine di esaminare il ruolo che il design ha per la formazione.

Citando neuroscienze, Bruno Munari e indagini OCSE, si è cercato di rispondere alla domanda “creativi si nasce o si diventa?”. Nosari, Parola e Trinchero concordano nell’affermare che creativi si nasce, ma la creatività viene soffocata nel tempo dalle istituzioni, in particolare quelle educative. La scuola infatti è una fabbrica che cerca di creare studenti in serie incapaci di affrontare i problemi della quotidianità con risposte diverse da quelle preconfezionate dal sistema scolastico stesso. Alcuni esempi di test invalsi mostrati durante il workshop hanno messo in luce come gli studenti siano educati a imparare una sola risposta ai problemi, perdendo così la capacità creativa di problematizzare e trovare soluzioni originali.

L’educazione al pensiero creativo dovrebbe essere prerogativa del sistema educativo, che necessita di un cambiamento paradigmatico in grado di sviluppare competenze attraverso la creatività. Proprio su questo si è concentrato Trinchero, che ha sottolineato come non ci possano essere competenze senza creatività e come la formazione delle stesse sia successiva all’acquisizione di conoscenza. Insomma, non ci sono competenze se non ci sono creatività e conoscenza. La scuola che crea competenze non può quindi esistere senza una solida base di conoscenza e, soprattutto, senza l’educazione alla creatività.

Solo dopo aver sollevato le questioni più critiche della creatività per la formazione si è passati a cercare di definire il concetto di creatività. Sara Nosari ha presentato le difficoltà di definizione individuando in questa situazione di sospensione semantica e approssimazione teoretica l’opportunità per lasciare aperte innumerevoli strade per la definizione di creatività, spesso soggettive, spesso contestuali, ma sempre giuste.

Nel caos della realtà, la creatività deve esercitare un ruolo di semplificazione, conclude Alberto Parola. Se con la creatività non siamo in grado di semplificare la complessità, stiamo sbagliando tutto: la retorica della creatività crea spesso confusione, generando caos dove dovrebbe portare semplicità.


Testo di Valeria Collino

Foto di Sara Farinasso