Design for the City: Design for Citizens

12/10/2017 Aula Magna Cavallerizza Reale

Tema dell’incontro è il percorso che ha portato ad avvicinare il Design alla Città. Un percorso di cui Torino è protagonista da quando è stata la prima World Design Capital nel 2008, fino alla candidatura UNESCO del 2014.

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  • Modera: Ezio Manzini, DESIS, Politecnico di Milano
  • Franco Bernabé, Presidente della Commisisone Nazionale UNESCO Italia
  • Matteo Rosati, UNESCO Culture Programme Officer
  • Paola Zini, Former Director Torino World Design Capital 2008
  • Mugendi K. M’Rithaa, President World Design Organization (WDO)
  • Vittorio Sun Qun, Sino European Innovation Institute, Beijing Design Week
  • Anu Manttari, Executive Office of Economic Development, City of Helsinki, Finlandia
  • Josyane Franc, Direttrice relazioni internazionali Cité du Design, Saint Etienne, Francia
  • Vittorio Salmoni, Responsabile Relazioni Internazionali Fabriano Città Creativa UNESCO
  • Yongqi Lou, Tonji University, Shanghai (Cina)
  • Mark Vanderbeeken, Founder e CEO Experientia
  • Anna Meroni, Politecnico di Milano
  • Rossella Maspoli e Elena Dellapiana, Politecnico di Torino
  • Nick Baerten, Founder di Pantopicon
  • Claudio Germak, Politecnico di Torino
  • Stefano Maffei, Polifactory, Politecnico di Milano


Accreditato per l’International Academy on Sustainable Developement promossa dal CSS-Ebla e UNESCO ed organizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e DESIS, l’incontro Torino Design for Citizens si è svolto giovedì 12 ottobre presso la Cavallerizza Reale. L’evento ha avuto come tema centrale il percorso di avvicinamento del design alla città, evolutosi a livello globale attraverso il progetto World Design Capitals e Creative Cities UNESCO di cui Torino stessa è stata protagonista nel 2008, nel 2014 e tutt’oggi come City of Design. Condivisa dai partecipanti alla discussione è stata la visione della città contemporanea ideale come il risultato di una progettazione partecipata da una rete di attori portatori di competenze diverse. Tra gli interventi, Franco Bernabé ha descritto Torino come città modello di trasformazione urbana, esemplificando il cambiamento storico vissuto dalla città dell’industria automobilistica a quella postindustriale, che è ha dimostrato la sua capacità di rinnovarsi e crescere attraverso le forza di ricerca, innovazione e sostenibilità. Paola Zini e Mark Vanderbeeken hanno ripercorso il cammino storico di Torino attraverso questa trasformazione, sottolineando in tale percorso il ruolo cruciale del design, evolutosi da classico “design del prodotto” a nuovo “design dei servizi”. Mugendi K. M’Rithaa ha proposto un confronto di esperienze con una presentazione su Città del Capo, Sud Africa come Creative City 2016. Matteo Rosati ha poi spiegato come il Network Creative Cities UNESCO contribuisca all’implementazione degli UN Sustainable Development Goals 2030, in particolare gli obiettivi #8 riguardante il lavoro e #11 sulla rigenerazione degli insediamenti, some sottolineato da Vittorio Salmoni.

Claudio Germak ha iniziato la sessione del pomeriggio illustrando la necessità di concretizzare la città di oggi in una “città dei cittadini” piuttosto che una “città di principi”: quest’ultima si riferisce all’utilizzo del design come strumento di costruzione di spazi condivisibili in cui la cittadinanza si senta ben rappresentata, in modo da passare da un “design per i cittadini al design con i cittadini”. Manzini ha continuato concettualizzando la progettazione urbana come design per “city-making projects”, ovvero una progettazione partecipata e sentita dalla cittadinanza stessa. Esempi di successo del modo in cui città creative hanno investito sulla partecipazione cittadina alla progettazione urbana sono stati presentati da Anu Manttari con la città di Helsinki; da Josyane Franc con Saint-Etienne e da Yongqi Lou con Shanghai. Inoltre, esempi minori nelle realtà nazionali e municipali di Torino stessa sono stati presentati da Anna Meroni con i City Service Hubs e da Rossella Maspoli e Elena Dellapiana con Living Lab di Via Sacchi.


Testo di Silvia Kuehl

Foto di Federico Blandino

Social di Federico Blandino, Silvia Kuehl

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