Living Lab sul design sistemico del cibo

16/10/2017 - Sala Lauree c/o Campus Luigi Einaudi

Living lab di costruzione partecipata di dati e conoscenza sul rapporto fra il cibo e Torino, attraverso la prospettiva del design sistemico. Evento da intendersi come contesto, processo e strumento per accrescere la sostenibilità e l'equità del sistema alimentare del territorio.

TAG: #torinodesignofthecity #unito #design #cibo #16ottobre #alimentazione #accademiadelgusto #giornatamondialedellalimentazione #eleonorafiore #designdelcibo #food #fooddesign #unitogo #territorio #sistemaalimentare #polito #campuseinaudi #sostenibilità #designsistemicodelcibo

Uno dei tratti più paradossali della nostra realtà è l’esistenza contemporaneamente di due problemi opposti come l’obesità e la fame. Problemi causati molto spesso dalla incapacità di gestire gli sprechi alimentari, in quanto “food is too big to see”. Questo fatto è stato al centro del seminario tenutosi presso il Campus Luigi Einaudi chiamato “Design Sistemico del Cibo”.

L’obbiettivo è stato quello di capire qual è il ruolo che il design può assumere davanti a questi problemi analizzando anche esperienze attuali che provano a dare una risposta. In questo senso il design si pone come portavoce di un valore che sta acquisendo maggiore importanza, la circolarità. Siamo abituati a modelli lineari in cui un bene viene prodotto e finisce la sua vita nel uso del consumatore. In realtà se osserviamo la natura che ci circonda, questa non ha un sistema lineare ma ogni scarto viene riutilizzato per produrre altro. Così nasce l’idea di circolarità, dove i rifiuti smettono di essere semplici scarti e assumono un nuovo nome, cioè output, che rende quest’ultimo un materiale riutilizzabile nel ciclo produttivo.

Portando questo sistema alla produzione alimentare è emerso durante il seminario la necessità di una rivisitazione del processo in tutte le sue parti, in modo tale da renderlo più efficiente limitando gli sprechi alimentari. In questo senso il design assume il ruolo di regista del cambiamento progettando un nuovo sistema che va dalla progettazione della produzione a quella più estetica del cibo passando attraverso la creazione di un nuovo modello di consumo più sostenibile.

Queste istanze sono state riportate all’interno del progetto di ricerca del Politecnico di Torino EN.FA.SI nel quale si è andato a rivedere l’intero sistema produttivo dei fagioli cuneesi andando a minimizzare lo spreco degli output. Un altro esempio è quello del progetto PoPP del mercato ortofrutticolo di Porta Palazzo il quale si pone l’obiettivo di redistribuire le eccedenze che ogni giorno genera il mercato e che altrimenti verrebbe buttato.

Testo di Julio Tapia

Foto di Melania Cioata-Burduja