Polito for Students - Call for Projects e Living Lab Via Sacchi

10/10/2017 - Dopo lavoro ferroviario, via Sacchi 63

Seminario incentrato su conoscenza e dialogo multidisciplinare in termini di analisi storica delle architetture e analisi socio-culturale del contesto e delle prospettive, con contributi letterari, artistici, testimoniali sulla via e il quartiere in questione.

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Relatori

  • Luigi Ratclif – Direzione Cultura, Città di Torino
  • Germano Tagliasacchi – Fondazione Contrada
  • Massimo Guerrini – Presidente Circoscrizione I, Città di Torino
  • Rosella Maspoli – DAD Politecnico di Torino
  • Claudio Germak – DAD Politecnico di Torino
  • Elena Dellapiana - DAD Politecnico di Torino
  • Mauro Volpiano - DIST Politecnico di Torino
  • Diego Longhin - La Repubblica
  • Alessandro Maldera - Mole 24
  • Laura Porporato - Comitato Spontaneo "Rilanciamoviasacchi"
  • Guido Montanari - Assessore urbanistica, Città di Torino
  • Valentina Gianfrate - Dipartimento di Architettura, Università di Bologna

“Periferia in centro”, questo è il termine più adatto con cui oggi viene definita la storica Via Sacchi di Torino. Uno degli argomenti al centro della settimana del design è quello della riqualificazione e al “Dopolavoro ferroviario” in via Sacchi si è svolta una analisi a proposito dell’identità e della potenzialità di quest’ultima.

Evidente è la decadenza che negli ultimi anni ha percosso l’economia di via Sacchi, ma durante la conferenza sono emersi due elementi altamente interessanti che potrebbero fortemente influenzare la nostra concezione della strada storica: in primis la unicità morfologica che la via presenta a Torino e per secondo le potenzialità che da esso nascono per il suo sviluppo. La via Sacchi cupa e abbandonata che tutti conosciamo in realtà custodisce un tesoro dal grande valore, la sua storia. Se passeggiamo con un poco di attenzione per i suoi portici noteremo che c’è una differenza tra quest’ultimi e quelli delle altre zone centrali di Torino. Infatti, come evidenziato dal professor Mauro Volpiano, mentre i portici di via Roma possono essere collocati durante il periodo tardorinascimentale, i portici di via Sacchi appartengono alla metà dell'Ottocento. Ciò è evidente quando notiamo la diversa struttura e i diversi materiali che vennero utilizzati per la sua costruzione. Inoltre questi porti nascono dalla necessità di trovare uno spazio alla nuova classe emergente, la borghesia, la quale aveva l’obiettivo di evidenziare il suo crescente potere attraverso l’arte. Infatti questa zona nel primo Novecento diventerà un vero e proprio salotto intellettuale dove quotidiano era l’incontro di personaggi come Primo Levi, Cesare Pavese o la famiglia Levi-Montalcini.

A partire da questa identità che caratterizza la storica via oggi possiamo progettare il suo futuro. L’obiettivo attuale è quello di renderla un polo dell’innovazione e del design, soprattutto nella sua nuova funzione globale tanto evidenziato nel “Torino Design of the City”. In questo senso la via attualmente è un luogo di sperimentazione di nuove forme di collaborazione tra pubblico e privato nel tentativo di migliorare la vivibilità del quartiere. A questo proposito particolarmente interessanti sono stati gli interventi dei comitati di quartiere che hanno espresso la loro voglia di collaborare nel processo di riqualificazione urbanistica, anche con piccoli interventi, i quali però spesso sono i più importanti in quanto accorciano il distacco oggi molto sentito tra istituzioni e popolazione.

Con queste prospettive il seminario si è concluso aprendo la fase di “calling” rivolta a studenti per rivedere il significato e il metodo del processo di riqualificazione.

Testo di Julio Tapia

Foto di Paola Ida Rainone

Video di Paola Ida Rainone e Julio Tapia