Raccontare Torino: un disegno possibile

14/10/2017 Scuola Holden

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Relatori

  • Francesca Leon, Assessore alla cultura.
  • Federica Patti, Assessore alle città educativa.
  • Marco Giusta, Assessore alle Periferie, Politiche Giovanili e di Integrazione.
  • Mauro Berruto, Amministratore Delegato, Scuola Holden – Storytelling & Performing Arts, Torino.
  • Roberto Mautino, Responsabile Progetto Gran Tour, Associazione AbbonamentoMusei.it .
  • Mark Vanderbeeken, Chief Executive Officer, Experientia Srl, Torino.
  • Tommaso Delmastro, Vice Direttore IED, Torino.
  • Germano Paini, Responsabile Progetto Strategico di Ateneo Innovazione e Competitività, Università di Torino.

L'incontro di oggi presso la Scuola Holden ha visto emergere le opinioni e le idee, sotto la guida di Francesco Maltese, di diversi esperti nel campo del design e del sociale. La conferenza si è snodata su tre momenti, iniziando con degli interventi sul tema del design e del sociale, passando attraverso la presentazione di alcune esperienze (come ad esempio "Gran Tour Lab", "altra Torino") e terminando con una tavola rotonda piena di spunti e di utile confronto.

Uno dei primi interventi della giornata è stato quello dell’Assessora Francesca Leon, che sostiene l'importanza di “progettare una città, creando le relazioni”. Le esperienze locali sono state quelle più innovative in città, dal momento che è fondamentale comprendere i bisogni espressi dalle persone che frequentano i luoghi d’interesse, al fine di operare in quella direzione. Sempre l’Assessora ci invita a riflettere su come il design sia un elemento centrale e multidisciplinare: il singolo si deve identificare nel progetto e nel processo altrimenti non riesce a riconoscersi nel risultato finale.

L'Assessora Federica Patti, di seguito, ha aggiunto altre considerazioni: la scuola è tanto importante quanto scontata e non si presta abbastanza attenzione su di essa: “deve prendere piede la visione della città che usa la scuola come motore di rigenerazione urbana attraverso la città; è un luogo bello, non solo un contenitore.”

L'idea quindi è di elaborare una rigenerazione del patrimonio edilizio scolastico, immaginando di vedere un percorso le cui tracce siano basate su quello che sta accadendo fino al 2018, al fine di creare un percorso virtuoso in cui la scuola diventi una protagonista positiva, un luogo come punto da cui far partire la rigenerazione, creando dei processi.

L'Assessore Marco Giusta ha contribuito alla discussione precisando come all'interno della visione politica divenga importante l'azione pratica.

La scrittrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie offre diversi spunti su cui riflettere. Lo storytelling è essenziale per la costruzione di un’identità: nella narrazione è importante prestare attenzione a tutte le storie che vengono raccontate, alcune vengono utilizzate come conferme, altre per negare alcuni processi; l’analisi degli elementi esclusi permette di comprendere al meglio l’insieme.

I giovani spesso subiscono le politiche ed in qualche modo gli amministratori le costruiscono ritenendoli semplici destinatari futuri o basandosi sulle proprie personali esperienze degli anni passati. I giovani di oggi in realtà sono diversi rispetto a quelli delle vecchie generazioni, poiché immersi in contesti molto tecnologici che li porta a sentirsi cittadini del mondo. Spesso ricevono come risposta alle loro riflessioni e proposte un semplice “non si può fare”, questo perché nella realtà quello che ci manca è la conoscenza inerente agli argomenti affrontati.

Il disegno della città deve tener conto di tutti questi fattori, costruire un passaggio dalla concezione di un'idea separata dall'altra, a quella di una idea-relazione in cui tutte le storie hanno una propria voce e possano coesistere; il processo potrebbe durare 30 o 40 anni, ma fissando gli obiettivi si può costituire un buon quadro entro cui muoversi.

La seconda parte dell'incontro è stata dedicata alla presentazione di alcune esperienze.

Mauro Berruto, direttore della Scuola Holden, ha parlato dei metodi con cui ristrutturare alcuni complessi per renderli conformi al nuovo ideale che si va seguendo. E' importante, ad esempio, nel caso della scuola di cui è direttore, non concentrarsi solo sulle attività didattiche, ma anche seguire un progetto di offerta che verta su vari ambiti. Il territorio deve essere rivisto e ridisegnato dagli occhi dei bambini, si raccolgono storie nel tentativo di raccontarle nel modo migliore. Ad esempio, durante un progetto erano state fatte salire sul palcoscenico una serie di persone che non avevano mai fatto gli attori, per raccontare la loro storia. O, ancora , nello stesso anno, un ragazzo diplomato in reporting ha presentato un progetto, che consisteva in una mappatura (restoring Torino) di grandi spazi, suddividendo la città circoscrizione per circoscrizione. La presenza della scuola con la sua affluenza di persone, almeno 500 ogni giorno, ha anche dato un netto contributo all'economia della zona in cui si trova.

A seguire, diversi altri interventi hanno offerto molti altri spunti di riflessione.

Con Roberto Mautino abbiamo conosciuto un po' meglio il progetto Gran Tour. Questa iniziativa è nata nel 2008 ed è stata sostenuta da diverse associazioni. Questo ha contribuito a creare un pubblico sensibile e di prossimità, per far sì che scoprisse il territorio di cui era portavoce. L'obiettivo ancora una volta è quello di valorizzare i siti.

Quest'anno è in programma invece un piccolo progetto “Gran Tour Lab”, che realizzerà un itinerario per raccontare attraverso gli occhi dei ragazzi alcuni quartieri di Torino. Le storie sono un modo politico attraverso cui può cambiare la città, è importante capire come nascano gli stereotipi e come sia possibile abbatterli: serve la positività.

Spesso accade che la distanza percepita interiormente nei confronti di tutte le parti della città che non costituiscono il centro storico, sia peggiore e più vasta rispetto a quella fisica reale. In tutto questo scenario le storie possono fare qualcosa, come generare e provocare domande, grazie alla varietà delle storie è possibile scardinare le certezze e gli stereotipi: è importante promuovere i racconti positivi, attraverso i quali diventare cittadini più consapevoli.

Per chi fosse interessato ad approfondire questi temi in letteratura ecco alcune proposte emerse durante il dibattito:

“Altra Torino”, un volume che propone una guida di territori esterni alla cintura centrale di Torino, includendo anche le persone che vivono i luoghi descritti. Oppure, "il luogo ci continua", un libro che funzioni da innesco per il pensiero, una mappa su Barriera di Milano pensata come possibile meta turistica.

"Fronte del Borgo", prevede invece programmi didattici gratuiti per lo più per le scuole dell'area in cui è inserito il progetto, Borgo Dora. Infine, "Gran tour lab" , che nasce dall'esigenza di creare una mappa fatta dai ragazzi, agenti proattivi dei contenuti oltre che destinatari.

L’ideale sarebbe porci in ascolto dei loro desideri e delle loro idee, poiché d’altronde, come affermò Kafka, “la giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza”.

In questo contesto, Mark Vanderbeeken, aggiunge come l'approccio del design si debba basare sull'ascolto e sulla sperimentazione, ponendolo come un altro modo per creare.

A questo punto si è aperta l'ultima fase della conferenza che ha visto il crearsi di una tavola rotonda in cui scambiarsi opinioni e critiche costruttive.

Il responsabile del Progetto Innovazione e Competitività, il Prof. Germano Paini, ha espresso alcune precisazioni a proposito della creazione dei contenuti; in particolare sostenendo che “quando pensiamo di far produrre dei contenuti, non vogliamo far di loro degli artisti ma dare loro possibilità di organizzare, in una curatela non professionale. E' fondamentale per essere attori della città.”

Il vicepresidente IED Tommaso Delmastro ha fatto infine notare il problema reale di comunicazione tra pubblica amministrazione e cittadini. Infatti è importante rendere i cittadini protagonisti del cambiamento divenendo noi gli strumenti.

Al termine dell’incontro è stato possibile constatare come siano state molte le conoscenze implementate nell'arco del pomeriggio, grazie a tutti coloro che sono intervenuti e, se dovessimo trovare un periodo con cui riassumere un concetto fondamentale, questo sarebbe quanto segue: raccontiamo la città ma anche ascoltiamo!


Testo di Clarissa Marchese